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E’ un esame funzionale "in vivo", studia cioè una via funzionale o una caratteristica biologica di uno specifico tessuto nell’organismo del nostro paziente. A questo scopo si usano delle sostanze radioattive, che a basse dosi vengono somministrate per via endovenosa od orale al paziente, in grado di inserirsi, senza alterarlo, nel metabolismo dell’organo studiato. I radioisotopi utilizzati sono caratterizzati da una relativamente breve emivita fisica e da un’emissione elettromagnetica di tipo gamma, cioè di provenienza nucleare.
A questo punto, dopo un congruo periodo di attesa, che è un tempo tecnico legato sia all’accumulo preferenziale sui tessuti "bersaglio, sia alla riduzione della quantità di radioisotopo circolante libera nel sangue, viene valutata in maniera digitale la distribuzione della radioattività mediante uno strumento dedicato, chiamato gamma-camera. Le acquisizioni delle immagini si eseguono con tecnica planare o tomografica: nel primo caso si ottengono immagini bidimensionali, nel secondo caso tridimensionali, grazie a complicate procedure di elaborazione computerizzate.
Ai giorni nostri, la più sofisticata e raffinata diagnostica medico-nucleare è affidata alla PET, che utilizza radioisotopi emettitori di positroni a brevissima emivita, che richiedono una tecnologia estremamente avanzata sia per la produzione, sia per la rilevazione.

Esempio di Gamma camera a due teste.

Scintigrafia tiroidea con 99mTc: nodulo "freddo" nel lobo sinistro.

Scintigrafia con indicatore positivo 201Tl.
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